Ventidue ore

Ce l’ho ancora nel portafoglio, la foto. Sono passati ventisei anni e le macerie ci sono ancora. Non nelle strade, a quelle hanno pensato. Le macerie sono dentro le persone. Appena ho potuto sono andato via, in Europa. La speranza per me ha la forma delle mani. Qualcosa che ti …

DILE(I)MMA

Non ti vorrei 
povera di noi/ benché, 
dipinto d’arte/  
del tuo femminile/ affrescherei la volta al cielo./ Che presunzione 
vesto/ se mille triclini merlettati  
ti avrebbero 
semisdraiata sui loro cuscini/ Come me stesso adoro 
chi non priverei degli occhi che mi guardano allo specchio/ La mia assenza di broccato rosso …

Il Bar pittore

“Quel bar chiude presto la sera, ti dico; ci passo ma non riesco mai a trovarlo aperto. Non che ci prenderei un caffè, però… “Però cosa? mi dici, ed è un anno  che non ci vediamo.” Però,” dico, “magari se lo vedessi aperto mi fermerei; così, giusto per dare un’occhiata.”   Sorridi. Ci sediamo. Questa città ci …

Lenzuola

Fruscii, che sono come le carezze. Gocce di lingua, sanno di sale e piogge. Ti sarei lenzuola, e seta e vento leggero tra le insenature. Ti sarei mani che scostano capelli, e indici che seguono percorsi di te. Geografie di corpi. Perché di notte i corpi sono come sogni, perdono …

Intimità

Credo che l’intimità abbia a che fare in qualche modo con la condivisione. E’ un modo di toccarsi. E ci si più toccare a diversi livelli. Essere intimi nel corpo è rompere degli argini. Lasciare che la percezione sensoriale prevalga su ogni altra cosa, su tutte le forme di paura. …

Africa

Col cibo li aiutiamo a sopravvivere. Medicine per guarirli, vestiti, scarpe. Ma è con le scuole, coi libri, che li aiuteremo a liberarsi dalla tortura di dover sempre chiedere la pietà dell’Occidente. Perché è quella la vera schiavitù. E non è mai finita. È la mente che spezza le catene. …