CARO DIARIO #1

Caro diario,

(Anche se sei una tastiera fa lo stesso).

Il tempo sta accelerando troppo. Dai, cavolo!

Non faccio in tempo a metabolizzare un fatto, che ne sono successi altri dieci, cento.

Non è questione di tappe indimenticabili.

Una volta lo misuravo in base a questo, il tempo.

Mi dicevo: cosa ho fatto di realmente importante da accettare la venuta dell’ennesimo anno?

Non è questo il punto.

Forse quello che prima consideravo un-fatto-importante, adesso non lo è più.

Ho perso il conto dei mesi trascorsi da quando il mio manoscritto è in giro.

Inizio a pensare seriamente che resterà nei cestini delle mail non ancora svuotati.

Nel mentre, però, mi piovono addosso cambiamenti che non cerco, svolte che stravolgono la quotidianità, magari anche in meglio (per quello che vale).

Il fatto è che quello che cerco io resta immobile, il resto corre a velocità supersonica.

Mi chiedo allora, dove mi devo collocare in questo gioco?

Devo correre anche io?

Vivere inseguendo gli accadimenti? Smettere di fermarmi a pensare?

Prima di chiudere per oggi ti voglio dare un nome. Così la prossima volta mi viene meglio.

Un sinonimo per: ascoltatore di dubbi?

Un neologismo… mmm.

Ascodu? Ascoldu?

Dusco! Ecco. Dusco!

Alla prossima allora, Dusco.

Se senti il tempo, digli intanto di darsi una calmata eh?

Simone

 

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