Noa (riflessione sulla speranza)

Sono giorni.

Giorni che mi chiedo se sia giusto.

Scrivere di qualcosa che merita il silenzio più rispettoso che possiamo.

Poi ho pensato che Noa, nella sua indicibile tragedia ci ha insegnato molte cose.

E quello che scrivo è solo una sottolineatura, forte, a riflettere.

Parlo della speranza, e di come la si possa perdere e cosa significa perderla.

Non dirò che avrei tentato di salvarla, che diciassette anni sono pochi, che avrebbe avuto una vita, per provare a trovare un motivo, uno solo, per sopravvivere.

Il cervello è materia organica complessa. Per quante siano le sostanze psicotrope, per quanti siano i centri nervosi che la biologia riesce a stimolare ed influenzare, non si può eliminare artificialmente il dolore.

Lo si può, forse, sospendere. Attenuare, rimandare.

Ma torna.

Se il pozzo è profondo, il dolore torna.

Ecco, quindi,  che accettiamo la decisione di una ragazza. Dobbiamo accettarla perché non conosciamo la profondità di quel pozzo. Non è un tema da dibattere, un concetto universale su cui deliberare.

È un accadimento assolutamente privato. Inviolabile, sacro.

E torno all’insegnamento.

Io ci penso spesso. Ci pensavo prima e ci penso ora con maggiore intensità.

Ognuno di noi ha un significato. È quella cosa in virtù della quale pensiamo di dover vivere.

Ora, la speranza di cui parlo è la consapevolezza di poter fare qualcosa per manterere quel significato.

Faccio un esempio che potrà sembrare sproporzionato (ma che spero sia comprensibile).

Il mio significato, quello che ho maturato con gli anni, il bocciolo che resta sotto ai petali, è scrivere.

Mi è capitato di pensare a cosa mi succederebbe se perdessi quella speranza. Se realizzassi che non potrei mai più scrivere, di nulla, in nessun modo.

Visualizzate il pensiero che vi ha salvati nei momenti più bui. Quello che vi ha fatto dire: anche se tutto è nero, ho questa piccola cosa bianca.

Quella è la speranza.

E Noa ci ha ricordato che può succedere di perderla.

Le persone riescono a trovare forze sconosciute nei momenti di maggiore difficoltà.

C’è chi, pur perdendo una speranza, è capace di trovarne un’altra, e poi un’altra ancora.

Quello che posso soltanto supporre è che lei non ci sia riuscita.

E allora, riflettendo sulle mie, trovo le chiavi della mia personale ragione di vita.

E queste righe che ho scritto sono la sottolineatura alla seguente affermazione:

Trova la tua speranza e proteggila con tutta la forza che hai.

Ciao Noa.

 

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